#biodì: il tè | Fior di Loto

#biodì: il tè

Nero, verde, bianco, giallo, Oolong: scopriamo insieme le differenze fra le varie tipologie di tè.

biodi approfondimento tè

17 Febbraio 2018

17 Febbraio 2018

Il nome botanico delle foglie che comunemente chiamiamo tè è Camellia Sinensis. È stato attribuito al genere da Carlo Linneo in onore di Kamel, un botanico gesuita boemo che viaggiò nel sud-est asiatico. Questa pianta, nota a tutto il mondo per la bevanda che si ottiene dall’infusione in acqua calda delle foglie essiccate, appartiene alla famiglia delle Teacee. Le due varietà più diffuse sono originarie di due zone geografiche differenti: la Camellia Sinensis Assamica è originaria dell’India, in particolare della regione dell’Assam, mentre la Camellia Sinensis Sinensis proviene dalla zona tra India e Cina. È coltivata da tempi remoti in India, Cina e Giappone, e, più recentemente, anche a Giava, sul Caucaso, in Sri Lanka, in Indonesia, in Africa orientale e nell’America Meridionale. Predilige un clima caldo e umido, una temperatura compresa tra i 18 e i 20 °C e un terreno ben drenato. Allo stato naturale è un albero che può arrivare fino ai 15 metri d’altezza, mentre se è coltivato viene mantenuto "a cespuglio", raggiungendo al massimo un metro e mezzo, per agevolare l’operazione di raccolta delle foglie.

IL TÈ NERO

Per ottenere quello che chiamiamo tè nero, le foglie vengono essiccate all’aria, poi  schiacciate, arrotolate e messe a fermentare. Durante la fermentazione i tannini si decompongono e il colore delle foglie passa dal verde, al marrone e al color rame. Con la torrefazione le foglie assumono il definitivo colore bruno. Il tè nero, che è la tipologia più diffusa in Italia, ha un colore ambrato intenso e un sapore deciso e corposo, molto aromatico. I più famosi tipi di tè nero sono: Assam, Darjeeling, Ceylon, Keemum.

IL TÈ VERDE

Il tè verde, invece, non è sottoposto a questo tipo di lavorazione, viene infatti stabilizzato, bloccando il naturale processo di ossidazione enzimatica e lasciando alle foglie il proprio colore naturale. Il sapore della bevanda ottenuta dall’infusione è erbaceo. I più noti tipi di tè verde sono: Chun Mei, Gyokuro, Gunpowder, Matcha, Pi Lo Chun e Sencha.

IL TÈ BIANCO

Raro e pregiato, il tè bianco veniva bevuto soltanto alla corte imperiale. È prodotto esclusivamente con le gemme fogliari tenere, ricoperte da una lanugine bianco-argentea, che durante la fase di appassimento subiscono un leggero processo di ossidazione e di fermentazione. Il suo infuso è di colore giallo chiaro con riflessi argento dall’aroma molto delicato e dolce. Le più conosciute varietà di tè bianco sono Pai Mu Tan e Yin Zhen.

IL TÈ GIALLO

È un tè che ha subito il processo di fermentazione. Le foglie sono sottoposte a un processo di cottura a fiamma viva, dalla cui infusione si ottiene una bevanda di colore giallo e con un gusto leggero e delicato. Le tipologie più conosciute sono Huang Da Cha e Yun Shan Yin Zhen.

IL TÈ OOLONG

L'Oolong è un tè parzialmente fermentato che si ottiene attraverso un processo di lavorazione intermedio tra quella del tè verde e quella del tè nero. Le foglie raccolte vengono subito poste ad appassire al sole, diventando giallo-verde con i bordi rossastri. Si ottiene un infuso con un gusto intenso, molto aromatico, con note olfattive che ricordano frutti secchi e legno. Le più famose varietà sono Formosa Oolong e Tikwan Yin.

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