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#biodì: il lino

Storia, curiosità e proprietà del lino, pianta amata dal mondo della moda e della sana alimentazione.

approfondimento lino biodì

25 Maggio 2018

25 Maggio 2018

Erba annua della famiglia Linacee, il lino è una coltura a duplice vocazione: tessile e alimentare. È coltivato in tutto il mondo da secoli, sia nelle varietà “da fibra”, sviluppata soprattutto nei paesi temperati d’Europa, sia “da seme”, praticata nelle zone calde e secche.

 

ORIGINI E STORIA

Il Linum usitatissimum è una coltura antichissima: semi di questa varietà sono stati rinvenuti in numerosi contesti neolitici. Già allora veniva coltivato per i suoi vari utilizzi: i semi venivano trasformati in farina oppure, una volta spremuti, fornivano olio e le fibre potevano essere filate e tessute. Spesso sono stati ritrovati combusti, perché erano utilizzati per produrre cibi da forno. Ma i semi di lino non sono stati apprezzati solo dagli uomini del Neolitico: ritrovamenti archeologici ne hanno attestato l’uso anche nell’antico Egitto, tra i Fenici – che lo acquistavano in Egitto per esportarlo in Irlanda, in Inghilterra e in Bretagna – e in tutto l’Impero Romano. Grandi centri manifatturieri di lino sono poi nati tra il 1100 e il 1300 d.C. nel Nord Europa, in particolare nelle Fiandre e in Irlanda. Il lino ha poi vissuto il suo momento d’oro nella seconda metà dell’Ottocento, quando la sua coltivazione occupava una superficie di 45.000-50.000 ha. Successivamente l’impiego tessile del lino, e quindi la sua diffusione, ha avuto un rapido declino con l’avvento delle fibre sintetiche.

IN CUCINA

Nonostante la sua fama sia principalmente dovuta alla pregiata fibra tessile, il lino viene coltivato da sempre anche per l’uso in ambito alimentare. I semi, infatti, possono essere usati crudi (per arricchire insalate, per esempio) o cotti, soprattutto nella preparazione dei panificati e dei prodotti da forno. Dai semi si ottiene la farina (ricca di fibre e fonte di proteine) e l'olio, ottenuto dalla loro spremitura.

PROPRIETÀ

L’olio, ricco di acidi essenziali omega 3, quale l’acido alfa-linolenico, contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue. Questo effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 2g di acido alfa-linolenico al giorno. I semi, invece, hanno un’azione emolliente e lenitiva del sistema digerente e aiutano la regolarità del transito intestinale.

PREGIATA FIBRA TESSILE

Dal lino si possono estrarre entrambe le tipologie di fibre, sia lunghe sia corte. Le prime sono quelle più pregiate. La lavorazione è simile a quella della canapa, da cui differisce perché richiede una maggiore raffinatura. Il tessuto ottenuto è resistente all’uso e poco sensibile all’invecchiamento. Ha conducibilità termica maggiore di quella del cotone, ma è dotato di minor elasticità. Il colore della fibra dipende dalla provenienza della materia prima e dai sistemi di macerazione utilizzati: può variare da biancastro a giallognolo, rossiccio, verdastro e grigio-scuro. Oggi il cotone ha progressivamente sostituito l’utilizzo del lino, a causa dei costi di produzione superiore.

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