#biodì: il cocco | Fior di Loto

#biodì: il cocco

Qualche curiosità su una delle piante preziosissima, di cui non si butta via nulla.

biodì approfondimento cocco

06 Maggio 2020

06 Maggio 2020

La Palma tropicale da cocco è una pianta dagli usi molteplici e, proprio per questa caratteristica, la si può trovare in tutte le coste tropicali del mondo. Le sue origini probabilmente risalgono alle isole coralline Laccadive e Maldive dell'Oceano Indiano, da cui poi si sarebbe diffusa in tutte le regioni marine equatoriali, grazie all’azione congiunta dalle correnti marine e dell'uomo. La pianta, che può essere alta fino 40 metri, ha come habitat naturale i luoghi con temperatura media annuale tra 22° e 33°.

Si dice che il suo nome derivi dal portoghese e spagnolo coco "boccaccia". L’endocarpo – cioè l’involucro che avvolge il seme – sulla parte inferiore, infatti, presenta tre fori germinativi, uno aperto e due chiusi, che ricordano un po’ un volto con la bocca e i due occhi.

Del cocco non si butta via nulla: è uno dei vegetali più sfruttati al mondo. Il tronco viene utilizzato come legname, le foglie sono impiegate per diversi usi (rivestire capanne, fare stuoie e altri lavori d'intreccio), i germogli sono consumati come ortaggi, il nettare dei fiori viene lavorato per ottenere lo zucchero, mentre le fibre della noce di cocco vengono filate e tessute. Dalla polpa si ricava per pressione l’olio di cocco, usato nei settori alimentare e cosmetico. Della noce di cocco si consuma anche l’acqua e la polpa, fresca o essiccata, da cui si ottengono la farina e il latte.

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