#biodì: il kuzu | Fior di Loto

#biodì: il kuzu

3 cose da sapere sull'amido più usato nella dieta macrobiotica.

biodi kuzu approfondimento

12 Gennaio 2018

12 Gennaio 2018

Il Kuzu è un ingrediente d'origine vegetale molto utilizzato nella cucina macrobiotica. Si ottiene da una pianta rampicante originaria del Giappone, la Pueraria lobata, che oggi viene coltivata anche negli Stati Uniti, dove viene chiamata Kudzu. Da oltre 2500 anni è utilizzata nella medicina tradizionale e nella cucina orientale. Vuoi saperne di più? Il nostro #biodì ti svela 3 cose che non puoi non sapere su questo prodotto celeberrimo in tutto il Sol Levante.

LA PUERARIA LOBATA

Questa pianta è una leguminosa molto longeva e resistente, originaria del Giappone. Ha lunghi rami rampicanti, che possono crescere anche di 15 metri in una sola stagione, in grado di formare densi strati su alberi e ostacoli. Le sue radici, da cui si estrae il kuzu, possono arrivare a misurare oltre 100 metri di lunghezza. Per le sue caratteristiche viene considerata una pianta infestante particolarmente difficoltosa da gestire.

COME SI ESTRAE

Il Kuzu è un amido che si ottiene dalla radice di questa pianta, la quale, secondo la tradizione, veniva raccolta tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno. Le radici sono molto robuste e crescono a circa un metro di profondità nel terreno. Venivano estratte scavando, poi tagliate con l'ausilio di una sega e, successivamente, schiacciate e lavate sotto acqua corrente. L'impasto ottenuto veniva filtrato e l'acqua biancastra che ne derivava veniva lasciata decantare in grandi contenitori, in modo tale da lasciare che l'amido si depositasse sul fondo, formando degli strati. Si utilizzava lo strato centrale, per sottoporlo nuovamente a lavaggio e sedimentazione, finché non si otteneva una polvere bianca e impalpabile. 

COME SI USA IN CUCINA

Il Kuzu si prepara sciogliendo in acqua fredda un cucchiaino da tè in una tazza di acqua, la quale va poi portata a ebollizione a fuoco lento, mescolando costantemente finché il preparato diventa trasparente. Nella macrobiotica viene assunto tal quale, mentre in cucina, usato come addensante, viene aggiunto nella preparazione di gelatine di frutta o di budini, flan, zuppe e creme.

 

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